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Villa Pontello a Crocetta del Montello

La villa

Villa Pontello

Un edificio nato da un gesto di generosità, oggi luogo di cultura e memoria — e la casa in cui l'Associazione Culturale Anima vive e costruisce i suoi progetti.

La storia

Villa Pontello prende il nome da Luigi Pontello (Ciano, 1829 — Treviso, 1919), fabbro ferraio di Crocetta che seppe farsi anche amministratore pubblico: consigliere e assessore a Cornuda, assessore e giudice a Crocetta, consigliere della Banca Popolare di Montebelluna.

Segnata da lutti profondi — il padre, la prima moglie e due figli — la sua vita trovò conforto nel secondo matrimonio con Lucia Boschieri. Durante la Prima Guerra Mondiale fu costretto a lasciare la villa, trascorrendo gli ultimi anni a Treviso presso i parenti.

Il suo ultimo gesto fu un testamento che trasformava la propria casa nell'«Orfanotrofio Femminile Pontello», per accogliere le ragazze del Comune di Crocetta, dagli 8 ai 16 anni, che si trovavano in difficoltà. Inaugurato alla fine degli anni Venti con quattro prime ospiti, l'istituto offriva istruzione, insegnamento di un mestiere e lezioni di economia domestica.

L'orfanotrofio rimase attivo fino al 1979, quando chiuse per assenza di orfane da accogliere. Dopo anni di silenzio, nel 2008 la villa è tornata a vivere come Museo del '900 e della Grande Guerra, restituita alla comunità come luogo di memoria e di cultura.

Villa Pontello

Oggi, casa di Anima

Tra queste mura l'Associazione Culturale Anima ha trovato la sua sede: uno spazio dove ideare, incontrarsi e dare forma a eventi, corsi e progetti per il territorio.

Un luogo carico di storia che continua a fare ciò per cui è nato — accogliere persone e mettere insieme una comunità.

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